Dico la mia sui Giardini Speyer

Il Sindaco del Comune di Ravenna ha emesso un’ordinanza che ordina

il divieto assoluto di consumo di bevande alcoliche in qualsiasi contenitore nell’ambito della zona dell’Isola San Giovanni, dei Giardini Speyer ed aree limitrofe quali piazza Anita Garibaldi, via Giosuè Carducci, viale Carlo Luigi Farini, piazza Carlo Luigi Farini, viale Giorgio Pallavicini, Via Alberoni ( nel tratto ricompreso fra Viale Pallavicini e Via Candiano) e Via Candiano

dato atto che vi sono

soggetti intenti al consumo di bevande alcoliche, che hanno determinato il verificarsi di episodi deprecabili situazioni illegali, con grave pregiudizio alla tranquilla fruizione dell’area da parte dei cittadini, provocando, altresì, pericoli per l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana;

tali soggetti stazionano e “bivaccano” in detta area per l’intera giornata e soprattutto nelle ore serali, abusando di bevande alcoliche durante l’intero arco della giornata, generando spesso risse per i più futili motivi e non disdegnando di aggredirsi a vicenda stante, spesso, l’appartenenza a gruppi distinti, creando quindi fenomeni di allarme sociale.

Ooooh, un’altra ordinanza-toppa-demagogica! Analizziamo i fatti per punti:

  • c’è una zona di Ravenna frequentata da soggetti poco raccomandabili, alcuni dei quali considerabili dei “delinquenti”;
  • le forze dell’ordine non hanno strumenti per impedire questa frequentazione;
  • questi soggetti si ritrovano lì per bere, bivaccare, fare casino;
  • le forze dell’ordine non sono sufficienti per presidiare la zona;
  • nascono problemi di ordine pubblico;
  • le forze dell’ordine non sono sufficienti per porvi rimedio;
  • facciamo bene un’ordinanza che vieta il consumo di bevande alcoliche in quella zona, che prevede una sanzione economica;
  • adesso sì che le forze dell’ordine hanno gli strumenti per combattere il problema!

Quindi ritengo questa alla pari di altre ordinanze emesse da Matteucci, cioè che provano a risolvere il problema insinuando un divieto anche se, visto che il problema di base è l’insufficienza delle risorse a disposizione delle forze dell’ordine, poi rimane lo stesso problema di dover verificare su quest’ordinanza (che prevede una sanzione pecuniaria che sono sicuro che verrà poi saldata dai trasgressori, sicuro! facendo così lavorare a vuoto chi deve gestire l’emissione e la riscossione della sanzione). Però almeno così ci si è fatti un po’ di pubblicità, un bel comunicato stampa, una bella foto sul giornale… tutto a beneficio del Partito. Ma le forze dell’ordine rimangono di nuovo impotenti!

Ah, un altro punto dell’ordinanza tra l’altro ordina

il divieto assoluto di consumo di bevande in genere fornite in bottiglie di vetro ed in lattine, in quanto contenitori potenzialmente atti ad offendere, nell’ambito delle zone di cui sopra.

Non avete capito male: se voglio andare in stazione, prendermi una lattina di Chinotto ed andarmela a bere sulla panchina al parco… NON POSSO!

Lista per Ravenna ha fatto notare qualche altro buco dell’ordinanza, tra i quali me ne ha colpito uno: il fatto che vi sia un supermercato proprio al confine con la zona indicata dall’ordinanza che può tranquillamente vendere superalcolici. Ah ecco, il bar dentro al parco non può vendere la birra, ma il supermercato al di là della strada sì.

E ho la prova certa che non sia un allarme ingiustificato, causato dal solito zelo anti-PD di Ancisi & Co: ieri sera sono andato a recuperare un paziente fuggito dall’ospedale ‘per farsi un giro’… che indovinate un po’ dov’era andato? Era steso sotto al portico proprio davanti al supermercato in questione a bere un ottimo vino da tavola rosso a marchio COOP in brick da litro, diligentemente conservato dentro una sportina. E vi posso assicurare che non era uscito a prendere un po’ di vino per festeggiare con infermieri e medici del reparto (anche se in effetti me ne ha offerto un sorso). Poi potremmo stare qui a discutere sul motivo per il quale dall’ospedale è andato proprio lì a prendere da bere (potrei ipotizzare anche un collegamento col fatto che quella sia una zona di spaccio, ma sono solo ipotesi personali e non suffragate da alcun accertamento).

Ah, grazie Fabrizio, ora sì che è tutto a posto: giardino vuoto, ma portico pieno. Capisco che sia un problema dover gestire una situazione del genere senza forze dell’ordine, ma almeno non essere soddisfatto delle tue ordinanze.

Tra l’altro, pensa che sfiga: fosse stato dall’altra parte della strada i Carabinieri, intervenuti prima di noi, avrebbero potuto emettere una sanzione di 200 euro. Niente, e anche per questa sera un altro mancato introito. Almeno così avremmo recuperato la spesa per l’intervento di una gazzella e di un’ambulanza.

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4 commenti on “Dico la mia sui Giardini Speyer”

  1. C.G. ha detto:

    Sono d’accordo che l’ordinanza lascia un po’ il tempo che trova, e che abbia sfumature ridicolmente eccessive, (niente lattine di analcolici?) ma vorrei aggiungere alcune altre valutazioni, e un altro po’ di carne al fuoco.

    – se tu delimiti uno spazio in cui far valere un’ordinanza anti-qualcosa, c’è sempre qualcuno che vende quel qualcosa a poca distanza. Vedi caso Da Massa. Oppure vedi tutti i Casinò che ci sono al confine con l’Italia, o le centrali nucleari sempre al confine con l’Italia. Credo sia una cosa fisiologica.
    – magari mi sbaglio, ma le questioni di sicurezza sono di competenza del Prefetto, e non del Sindaco? Se il Sindaco cerca di farne una parte e di coadiuvare il lavoro della prefettura, bisognerebbe comunque puntare il dito sul Prefetto che è quello che ha la colpa direttamente.
    – il finanziamento delle forze dell’ordine (e il relativo numero di pattuglie) arriva dallo Stato e non dai comuni. Credo che il problema fondamentale sia che ci sono nuove emergenze, nuovi immigrati (che il governo decide di spargere in giro per l’Italia alla speraindio e dicendo “arrangiatevi” agli enti locali) che alle volte entrano in conflitto con i vecchi immigrati, e in tutto questo i fondi e il numero di forze dell’ordine cala, invece che crescere.
    – non credo che alla fine ci saranno molte multe a te che vai a bere un chinotto nei giardini.
    – credo che il caso che segue possa accadere più di frequente. Un gruppo di immigrati si mette sulle panchine a cazzeggiare. Comincia a bere birra*. Una pattuglia passi di lì e li vede. Da qui si districano due casi. Prima dell’ordinanza: la polizia non può fare nulla. Dopo l’ordinanza: la polizia ha un motivo per rompere i coglioni e far sgomberare, magari prendendosi anche le bottiglie (probabilmente comunque senza fare la multa).
    – Il parco probabilmente sarà il primo ad averne vantaggio. Un parco senza pezzi di vetro per terra è un posto migliore per chiunque ne voglia usufruire.

    *PS. non dico che se un gruppo di persone si ritrova per bere diventa violento. Normalmente non è così. Se però hai esperienze passate che ti dicono che in quella zona di scazzottate e di bottigliate ne partono parecchie, allora il caso va valutato singolarmente.

    • alessandrobondi ha detto:

      Condivido una cosa: posso capire che questo sia un mezzo affinché la pattuglia possa “rompere i maroni” a chi è lì. Ma almeno che venga chiarito che lo scopo dell’ordinanza è solo quello, e non che venga pompata come ordinanza risolutiva.
      Anche perché alla fine ci ritroviamo nello stesso caso dei posteggiatori abusivi in piazza Kennedy o degli omarini all’Iper che vogliono il carrello: cos’è cambiato scusa da quando c’è l’ordinanza in tal senso in vigore? Anzi, forse all’Iper è ancora peggio: le ultime volte ho visto tali omarini appostati all’uscita così da poterti “beccare” subito. Almeno ne ho visto uno che attivamente dava una mano alla signora, portandole il carrello e caricandole la spesa in macchina.

  2. alessandrobondi ha detto:

    Ohi, mi ha risposto Martina Monti, Assessore alla sicurezza. Non posso pubblicare la sua risposta per motivi di privacy, ma posso pubblicare la mia.

    Egr. Assessore,
    devo darle atto della repentinità della sua risposta, non viziata tra l’altro da coperture buoniste proprie della dialettica politica. Lei ha risposto di getto con quello che pensava, e da un politico lo apprezzo. Quindi faccio lo stesso.

    Sinceramente chi governa deve aspettarsi che l’opposizione faccia delle polemiche, a volte sensate a volte no, a volte strumentali. Ancisi e amici vari in effetti, pur a volte cogliendo i nocciolo del problema, hanno il grande difetto di scendere poi nella strumentalizzazione meramente politica vanificando poi il “buon lavoro” fatto prima. Tra l’altro la stessa cosa la fanno i suoi “superiori” di coalizione, che a livello nazionale si trovano all’opposizione.

    Il fatto che quelle ordinanze abbiano sempre avuto quell’estensione territoriale non vuol però dire che sia corretta: considerando che ad alcuni esercenti viene tolta la possibilità di vendere al pubblico bevande alcoliche mentre quelli a 100 metri sì viene creata una disparità di trattamento. E’ una conseguenza logica di una misura circoscritta, ma forse la sola misura circoscritta non è sufficiente.
    Se voglio bivaccare a Speyer a fare casino, vado al supermercato all’angolo e torno indietro. Se mi chiudono quello, andrò un pelo più avanti. Ma se voglio stare lì perché si spaccia, tornerò sempre indietro. Il ragazzo di ieri sera è fuggito fin dall’Ospedale per arrivare lì, non credo che le distanze siano un problema. Un deterrente, forse, ma niente di più. Purtroppo Matteucci ci ha abituato a questo genere di ordinanze, ma non è impedendo la vendita in zona che si blocca il consumo. Non ritengo quindi corretto, anche da un punto di vista imprenditoriale, che il bar che abbia il locale all’interno della zona non possa più vendere alcolici mentre il supermercato a cinquanta metri sì. Tra l’altro, può essere Coop (della quale sono socio prestatore) o può essere Esselunga: l’errore di LpRA è stato quello di politicizzare la cosa con l’ingresso di Coop, ma non è l’insegna rossa, blu o nera che cambia la questione.
    Poi potremmo stare ore ed ore a discutere di chi lucra sulla vendita di alcolici e sull’ubriacatura, ma questo è un problema culturale generalizzato.

    L’utilità dell’ordinanza (che a rigor di logica allora dovrebbe essere estesa a tutto il territorio di Ravenna, come ad esempio succedeva ad Amsterdam ove era proibito fare uso di sostante stupefacenti all’aperto e al di fuori dei locali con regolare licenza) che vieta il consumo è poi abbastanza aleatoria: giustamente grazie a questa ordinanza l’agente di polizia ha il potere di sequestrare la bottiglia ed eventualmente di far sgombrare un bivacco. Questo perché è già successo che qualcuno venisse aggredito con bottiglie rotte. Faccio però fatica a comprendere il meccanismo:
    1. Il problema è che se ho una bottiglia e voglio fare casino, la posso usare contro gli agenti.
    2. Devo quindi fare in modo che non ci sia la bottiglia per strada.
    3. Per far ciò, emetto un ordinanza che vieta il consumo in bottiglia di vetro.
    4. Questa ordinanza è da far rispettare… e per farlo devo venire a sequestrartela.
    Siamo a punto e a capo: nel mentre in cui vengo ad effettuare il sequestro, se voglio fare casino la posso usare di nuovo contro gli agenti. Se non te la vengo a sequestrare, ce l’hai comunque a disposizione per aggredirmi. Mi sembra una situazione ai limiti del paradossale. E a questo punto difficile da far rispettare.
    Non vedo quindi in ciò una gran manovra per garantire la tutela degli agenti di polizia, a qualunque corpo appartengano. Tutela che è fondamentale in un paese civile. E’ dovere di tutti dar loro supporto, non solo degli enti pubblici, ma anche di ogni singolo cittadino con la riscoperta di quel senso civico e di cittadinanza attiva che ormai ha abbandonato l’attuale cultura popolare.

    Non può però venirmi a dire che nessuno si aspetti che uno straniero irregolare paghi una sanzione. Abbandonando per un attimo l’idea della mia lattina di Chinotto, potrei venire a sedermi su una panchina all’interno del Giardino Speyer con una bottiglia di vino (nonostante io non possa bere alcolici per motivi di salute, ma fa lo stesso). L’agente di polizia che passasse in quel momento, avrebbe il dovere di fermarmi e di emettere nei miei confronti una sanzione di euro 200,00. A tal punto credo che qualcuno si aspetti che io la paghi… poi non so se posso andare da Ravenna Entrate e dirgli: “Ma dai, tanto nessuno se lo aspetta!”. Così come qualcuno si aspetta che l’esercente paghi l’eventuale sanzione di euro € 400,00. Tanto valeva non indicare alcuna sanzione bensì solo il sequestro del “bene”. Per la stessa logica decade l’utilità della sanzione prevista per “l’inosservanza delle disposizioni in tema di decoro urbano ed ambientale dovuti all’abbandono dei contenitori”: ormai cosa ti posso sequestrare?

    Desidero vivamente che questa situazione di “scarsa sicurezza” in città venga risolta al più presto (e non solo riguardo ai Speyer). Sicuramente lei ha avuto la sfortuna di diventare assessore alla sicurezza in uno dei momenti peggiori della nostra città da questo punto di vista, per colpa comunque non nostra. Probabilmente poi la competenza in effetti non è neanche dell’amministrazione comunale ma del Prefetto, ma non sono dentro a queste logiche di palazzo.

    Io rimango un semplice cittadino che vuole bene alla propria città e la vuole vivere nel migliore dei modi, sperando che chi sia delegato ad amministrarla sia all’altezza del proprio compito. Speranza che purtroppo negli ultimi mesi si sta affievolendo, e certamente non solo per questo episodio.
    Ringraziandola per il tempo dedicatomi, le auguro di riuscire nella sua impresa e la saluto cordialmente.


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