Un mondo di valori e regole ormai estinti

Non riesco a trovare la fonte originale… ma condivido appieno questo testo.

Se vi hanno insegnato a salutare quando entravate in un ambiente…
Se vi hanno insegnato a dare del lei agli adulti come forma di rispetto…
Se vi hanno detto che negli autobus il posto si lasciava alle donne incinte e a quelli più grandi di voi…
Se vi hanno insegnato che i beni comuni vanno rispettati più dei propri…
Se vi hanno insegnato che l’onestà è un valore e non un difetto…
Se vi hanno insegnato che il rispetto mostrato è rispetto guadagnato…
Se siete cresciuti con il cibo fatto in casa…
Se avete giocato per strada per ore…
Se non avevate i vestitini firmati…
Se la vostra casa non era a prova di bambino,vi punivano se vi comportavate male…
Se non siete stati da uno psicologo e uno scappellotto ogni tanto l’avete preso…
Se avete avuto una TV in bianco e nero e per cambiare canale dovevate alzarvi…
Se avete avuto con i negozi chiusi la domenica…
Se avete bevuto l’ acqua del rubinetto…
Se non conoscevate l’inglese a 6 sei anni…
Se non avevate il telefonino a 9…

ma sapevate bene cos’era l’educazione

IO SONO UNO DI QUESTI

Sono un sopravvissuto di un mondo di valori e regole ormai estinti


Autovelox: “Multe valide anche senza fotografie”

Leggo stamattina su Repubblica questo articolo. La multa fatta col telelaser senza foto è valida: le associazioni dei consumatori insorgono.

Ora, va bene che c’è stato lo scandalo degli autovelox truccati, ma se sei sicuro che quello strumento non sia idoneo procedi, come indicato dalla cassazione, con una querela per falso.

Purtroppo al giorno d’oggi sono tanti che cercano una scappatoia, consapevoli di aver infranto il codice della strada, appellandosi a codicilli sparsi in qua e in la.

La Polstrada replica: “A noi interessa ma agire come deterrente, convincere l’automobilista che sbaglia e far cambiare i comportamenti pericolosi”. Infatti, se io so che comunque un modo lo trovo per farmi annullare la multa, continuo a fare quello che mi pare e piace. E se non me la annullano poi mi incazzo e grido allo scandalo.

Questo è un atteggiamento da “Repubblica delle Banane”, poi non lamentiamoci se il grado di coscienza civile nel nostro Paese cala drasticamente: hai sbagliato? paghi!


Dico la mia sui Giardini Speyer

Il Sindaco del Comune di Ravenna ha emesso un’ordinanza che ordina

il divieto assoluto di consumo di bevande alcoliche in qualsiasi contenitore nell’ambito della zona dell’Isola San Giovanni, dei Giardini Speyer ed aree limitrofe quali piazza Anita Garibaldi, via Giosuè Carducci, viale Carlo Luigi Farini, piazza Carlo Luigi Farini, viale Giorgio Pallavicini, Via Alberoni ( nel tratto ricompreso fra Viale Pallavicini e Via Candiano) e Via Candiano

dato atto che vi sono

soggetti intenti al consumo di bevande alcoliche, che hanno determinato il verificarsi di episodi deprecabili situazioni illegali, con grave pregiudizio alla tranquilla fruizione dell’area da parte dei cittadini, provocando, altresì, pericoli per l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana;

tali soggetti stazionano e “bivaccano” in detta area per l’intera giornata e soprattutto nelle ore serali, abusando di bevande alcoliche durante l’intero arco della giornata, generando spesso risse per i più futili motivi e non disdegnando di aggredirsi a vicenda stante, spesso, l’appartenenza a gruppi distinti, creando quindi fenomeni di allarme sociale.

Ooooh, un’altra ordinanza-toppa-demagogica! Analizziamo i fatti per punti:

  • c’è una zona di Ravenna frequentata da soggetti poco raccomandabili, alcuni dei quali considerabili dei “delinquenti”;
  • le forze dell’ordine non hanno strumenti per impedire questa frequentazione;
  • questi soggetti si ritrovano lì per bere, bivaccare, fare casino;
  • le forze dell’ordine non sono sufficienti per presidiare la zona;
  • nascono problemi di ordine pubblico;
  • le forze dell’ordine non sono sufficienti per porvi rimedio;
  • facciamo bene un’ordinanza che vieta il consumo di bevande alcoliche in quella zona, che prevede una sanzione economica;
  • adesso sì che le forze dell’ordine hanno gli strumenti per combattere il problema!

Quindi ritengo questa alla pari di altre ordinanze emesse da Matteucci, cioè che provano a risolvere il problema insinuando un divieto anche se, visto che il problema di base è l’insufficienza delle risorse a disposizione delle forze dell’ordine, poi rimane lo stesso problema di dover verificare su quest’ordinanza (che prevede una sanzione pecuniaria che sono sicuro che verrà poi saldata dai trasgressori, sicuro! facendo così lavorare a vuoto chi deve gestire l’emissione e la riscossione della sanzione). Però almeno così ci si è fatti un po’ di pubblicità, un bel comunicato stampa, una bella foto sul giornale… tutto a beneficio del Partito. Ma le forze dell’ordine rimangono di nuovo impotenti!

Ah, un altro punto dell’ordinanza tra l’altro ordina

il divieto assoluto di consumo di bevande in genere fornite in bottiglie di vetro ed in lattine, in quanto contenitori potenzialmente atti ad offendere, nell’ambito delle zone di cui sopra.

Non avete capito male: se voglio andare in stazione, prendermi una lattina di Chinotto ed andarmela a bere sulla panchina al parco… NON POSSO!

Lista per Ravenna ha fatto notare qualche altro buco dell’ordinanza, tra i quali me ne ha colpito uno: il fatto che vi sia un supermercato proprio al confine con la zona indicata dall’ordinanza che può tranquillamente vendere superalcolici. Ah ecco, il bar dentro al parco non può vendere la birra, ma il supermercato al di là della strada sì.

E ho la prova certa che non sia un allarme ingiustificato, causato dal solito zelo anti-PD di Ancisi & Co: ieri sera sono andato a recuperare un paziente fuggito dall’ospedale ‘per farsi un giro’… che indovinate un po’ dov’era andato? Era steso sotto al portico proprio davanti al supermercato in questione a bere un ottimo vino da tavola rosso a marchio COOP in brick da litro, diligentemente conservato dentro una sportina. E vi posso assicurare che non era uscito a prendere un po’ di vino per festeggiare con infermieri e medici del reparto (anche se in effetti me ne ha offerto un sorso). Poi potremmo stare qui a discutere sul motivo per il quale dall’ospedale è andato proprio lì a prendere da bere (potrei ipotizzare anche un collegamento col fatto che quella sia una zona di spaccio, ma sono solo ipotesi personali e non suffragate da alcun accertamento).

Ah, grazie Fabrizio, ora sì che è tutto a posto: giardino vuoto, ma portico pieno. Capisco che sia un problema dover gestire una situazione del genere senza forze dell’ordine, ma almeno non essere soddisfatto delle tue ordinanze.

Tra l’altro, pensa che sfiga: fosse stato dall’altra parte della strada i Carabinieri, intervenuti prima di noi, avrebbero potuto emettere una sanzione di 200 euro. Niente, e anche per questa sera un altro mancato introito. Almeno così avremmo recuperato la spesa per l’intervento di una gazzella e di un’ambulanza.


Uscire dal tunnel della “cultura del nulla” grazie al “retto vivere”

Il Cardinale Angelo Bagnasco è intervenuto all’incontro “La Chiesa, lo Stato, le Regioni e l’Unità d’Italia”, dal quale ritengo utile estrapolare alcuni passaggi.

Le difficili congiunture strutturali non sono superabili senza far riferimento ad un investimento più profondo e di lungo periodo perché l’unità del Paese, ieri come oggi, si realizza solo attorno al “retto vivere”.  Occorre uscire dal tunnel di quella “cultura del nulla”, vagamente radicaleggiante, che è l’anticamera di una diffusa “tristezza”. Siamo ormai messi di fronte ad una situazione seria e grave, la cui severità richiede di correggere abitudini e stili di vita. Se non si riesce a far emergere le condizioni per un patto intergenerazionale che metta i giovani nei pensieri e nel cuore degli adulti, sarà veramente difficile aprirsi al futuro, atteso il crollo demografico, la cui portata etica e sociale è stata troppo a lungo disattesa. In tale contesto è necessario riconoscere sempre più e valorizzare la vasta rete del volontariato sociale. In particolare, ogni soggetto che contribuisce ad alimentare – e se occorre a difendere – la cultura profonda del nostro popolo, merita ogni concreta attenzione e lungimiranza, nella consapevolezza che il venir meno significherebbe l’inaridire dell’anima che dà coesione ed ispirazione, che genera il presente e affronta il futuro, e che alimenta il vivere insieme e lo stesso senso dello Stato.

Credo che queste parole non abbiano bisogno di alcun commento. La risposta migliore che si può dare al tipo che citavo ieri che voleva “combattere per nulla”.


Tifo ergo offendo

Attenzione! Non ho censurato nulla di quello che ho letto e riporto le parole testuali! Avviso che viene usato un linguaggio offensivo.

Leggo questa cosa su un evento di Facebook relativo ad una partita di calcio amatoriale del Centro Sportivo Italiano:

Contro sti figli di troia ci abbiamo già giocato e ci hanno rubato la partita e un intera stagione… Ora è il momento di spaccargli il culo a sto branco di froci, Quindi al bendazzi voglio un mucchio di gente pronta a fare del casino e a spaccare tutto !!!!!!! Chiamate tutti quelli ke conoscete per andare a vedere 11 gladiatori pronti a tutto per vincere, e scatenate l inferno , vogliamo sentire solo le vostre voci… Dai cazzo spacchiamo il culo a sti alfonsinesi conigli di merda…

Inoltre la foto dell’evento recita:

Se parliamo di coraggio è perchè siamo preparati a combattere per nulla nelle strade, negli stadi.

Avete letto bene: combattere per nulla. Stimati. Questo sì è proprio il vero spirito sportivo amatoriale! Questo tizio si professa tifoso di una squadra tra l’altro parrocchiale. Parò! Tutta testa ‘sto qua… Qualcuno, parroco incluso, gli fa notare il sui linguaggio e i suoi termini poco consoni e risponde con:

Nn voglio ke la gente rompa le palle per 2 parolacce scritte su face. In questo mondo cè la libertà di scelta se nn piace quello ke scrivo basta nn entrare qui e nn leggere…semplice vero????? Nn mi sembra nemmeno la fine del mondo quello ke oscritto, e perchè???Semplice ogni tanto bisogna saper leggere tra le righe e capire il messagio nn prendere tutto alla lettera !!!!!!!!!! Se nn ci arrivate cazzi vostri !!!!!!!!!!!!!

Osto, abbiamo a che fare con un campione di intelligenza! O, come direbbe mia madre, “Quando è nato la parola ‘intelligenza’ ha tirato di lungo.”. Le parole del CSI sono sintetiche ma complete:

E’ un modo di svilire il calcio, che nemmeno lo scherzo o la carica agonistica può giustificare.

Io sono meno politico: secondo me uno così non ha capito niente dalla vita. Ma proprio niente. È un chiaro sintomo che uno così con lo sport non ci deve avere niente a che fare. Siamo di fronte ad una persona che sta male. Ad una persona che ha dei seri problemi.

Il problema è che persone come queste danneggiamo gravemente l’immagine dello sport e soprattutto di una squadra parrocchiale, attirando antipatie e malelingue su persone che non se lo meritano, persone che sudano ogni giorno e che svolgono nel loro piccolo un importante servizio nei confronti del loro paese, aiutati da un parroco giovane e vicino ai giovani.

Persone invece che hanno voglia solo di fare del casino e di portare avanti integralismi politici e non (basta guardare le pagine e i gruppi di cui è fan questo tizio) vanno allontanate da contesti nei quali possono fare danni o reclutare proseliti, oppure inseriti in un percorsi di recupero.

Recupero…  di cervello.


L’inganno dell’evasione fiscale

Bellissimo articolo di Luca Ricolfi (La Stampa)

Il «mostro» dell’evasione fiscale non ha un solo genitore, ma ne ha due. Ed è solo quando la mancanza di cultura civica (la madre) si sposa ad un fisco oppressivo (il padre) che il ragazzaccio diventa un mostro.


CLEAN DAY – Domenica di pulizia sulla spiaggia di Marina [EDITED]

Bell’iniziativa organizzata da un movimento civico apolitico (e bello anche che io non sia l’unico a credere nei movimenti civici apolitici) Domenica 25 settembre si terrà a Marina di Ravenna il primo Clean Day, un evento per “svolgere un’azione di pulizia capillare, anche per dimostrare che Marina di Ravenna non è, come a volte la si vuole dipingere, il fulcro dello sballo e della movida a tutti i costi. Marina di Ravenna è soprattutto un posto di mare, fatto di gente che ama la propria città e sa rimboccarsi le maniche per ridare respiro al paesaggio e alla natura”.

Il ritrovo è per le 10.30 al Marina Bay, e le operazioni finiranno verso le ore 16.

Un’iniziativa veramente lodevole, peccato che per quel giorno abbia già quattro impegni 😦

Clicca qui per scaricare il volantino informativo.